Liz Greene-Howard Sasportas
“Lo Sviluppo della Personalità”
Astrolabio Ubaldini Edizioni - collana Astrologia e Psiche
Prima edizione: settembre 2009
pagine 288
ISBN 978-88-340-1567-4
€ 25,00
Recensione tecnico-astrologica
Questa nostra recensione sul libro di Liz Greene e Howard Sasportas “Lo sviluppo della personalità. Le fasi della vita in astrologia”, non entra nel merito della correttezza dei contenuti psicologici, non avendo noi titoli in tal senso. Ci concentreremo invece sui contenuti astrologici, di cui ci riteniamo cultori.
Il libro raccoglie diverse conferenze di Liz Greene (psicoterapeuta junghiana ed astrologa) ed Howard Sasportas (astrologo) sul tema delle fasi dello sviluppo della personalità.
Il testo risulta di facile lettura. Si rivolge, chiaramente, a quel folto pubblico che apprezza i libri di Astrologia psicologica ed evolutiva, padroni negli scaffali dedicati all’Astrologia delle librerie italiane.
Il libro ha sicuramente tutti i numeri per essere un prodotto commerciale di largo consumo.
Tuttavia leggendolo non abbiamo potuto non notare come alla descrizione puntuale delle fasi di sviluppo della personalità non corrisponda una cura altrettanto certosina circa l’individuazione delle astralità ad esse correlate.
Nel libro compaiono solo 8 grafici; un po’ pochi per argomentare le innumerevoli tematiche affrontate. Per il resto bisogna affidarsi, “per fede”, all’interpretazione degli aspetti proposti dagli autori, per i quali non vengono mostrati i temi natali completi. Volendo far riferimento esclusivamente ai metodi dell’Astrologia contemporanea le tecniche astrologiche utilizzate per l’analisi dei temi natali sono veramente scarse. Se poi facciamo il paragone con la metodica usata dalla Tradizione l’analisi diventa decisamente risibile.
Ti viene da domandare: Ma l’Astrologia dov’è? L’analisi delle qualità dell’animo, lo studio del temperamento, quello dei vari significatori, con il loro stato celeste e terrestre, essenziale ed accidentale, nonché gli aspetti, dei quali vengono considerati solo quelli eclittici ed essenzialmente per longitudine. Non viene presa in considerazione alcuna forma di dominante planetaria. E’ una situazione paradossale, in quanto ad una trattazione delle varie tematiche in chiave psicologica piuttosto ingombrante corrisponde un’analisi astrologica priva di valutazioni specifiche . Si ha l’impressione di un’Astrologia da Baci Perugina; tutto sembra chiaro, tutto sembra semplice; non si ha però l’impressione che il tutto sia frutto di un pensiero organico.
Se perciò sperate che questo testo vi aiuti nell’analisi astrologica potete anche non comprarlo, le chiavi interpretative sono scarse ed affatto fruibili. Si resta frastornati o affascinati (dipende dai punti di vista) dalla mole di chiacchiere generosamente proposte da esperti conferenzieri quali sono gli autori. Ma se provate a mettervi davanti ad un Tema Natale e vi chiedete come applicare quanto viene lì descritto rischierete, come è accaduto al sottoscritto, di esplodere in un sonoro: “Ma cosa m’avete venduto?”
Se invece vi volete cimentare in un’analisi psicologica restiamo del parere che l’astrologo deve approfondire sempre più la propria arte, ma è bene si tenga alla larga dalla pratica di altre professionalità, per le quali non possiede i titoli e la preparazione necessari (psicologo).
Fabrizio Corrias
Recensione circa i contenuti psicologici
Questo libro è la sconcertante evidenza dell’avanzamento del ‘meme’ in ambito psicologico, definito dalla memetica, la scienza che lo ha teorizzato,”unità dell’eredità culturale analogo al gene”. Io aggiungo che il gene è un modulo biologico che porta l’informazione della natura, un meme è un’immagine, un virus che si alloggia nei processi sinaptici parassitandoli proprio come un virus. La psicologia consumistica statunitense sta soppiantando la scienza dell’anima (psiche=anima, logos=scienza) che ha radici sapienziali ontologiche con un approccio disorganizzante e infantilizzante, basato sull’illusione memetica di una razionalità duale, bipolarizzante l’unicità del reale e che continua ad espropriare l’uomo dalle sue radici nelle eterne leggi dell’essere-esistenza per asservirlo sempre di più al funzionalismo sistemico: il meme per il meme. In questo lavoro sono state messe insieme: la teoria freudiana (fasi dello sviluppo orale, anale, genitale), l’approccio transazionale o gestaltico dei modelli genitoriali introiettati, la teoria junghiana con l’ampio uso e abuso dell’interpretazione dei simboli, la teoria cognitivo-comportamentale nella definizione di sub personalità, meditazioni e fantasie guidate per autoriferimento e autoconsolidamento del pattern proposto ed infine un tentativo di interdisciplinarietà con l’uso di una ‘tela di fondo’ astrologica. Due riflessioni: la prima in assoluto, qual è il paradigma teoretico o criterio che consente queste ‘transazioni’ di tipo orizzontale (vari approcci psicologici), trasversale (interdisciplinarietà) e verticale (gli archetipi ineriscono pulsioni metastoriche dell’umanità)? La seconda riflessione è di carattere etico-professionale: il pensiero umano funziona per immagini, 0-1, 0-1, la funzione cognitiva è lineare, produce segni facilmente installabili dall’esterno, come asserisce la memetica, anche se privi di corrispondenza con il reale, soprattutto se viene indotto un simbolo numinoso, super egoico, poi i meccanismi della proiezione-identificazione colmano il resto. Mi spiego meglio: come fa il povero io logico-storico razionale basato sul principio di causalità a mettere insieme il piano fisico (astri) e quello cognitivo senza un riappropriarsi sia di un corretto processo percettivo del tipo di influenza degli astri sia del raggiungimento di una soggettività (dalla polarità all’unità) che fornisca l’evidenza? Ciò richiede lunghi anni di duro e rigoroso lavoro, si tratta di recuperare un’essenza che sostanzia la forma. Soprattutto l’approccio verticale deve seguire i principii originari della vita, evidenziandoli per soggettività dal Sé secondo una prospettiva a-causale e a-temporale definita da Jung ‘sincronicità’, ma questo può essere raggiunto solo con un duro lavoro di molti anni di analisi, non può essere il frutto di un approccio superficiale, di tipo appunto memetico. E’ pur vero che ‘in tutto c’è un po’ di tutto’ ma questo multilevel non può che portare ad ulteriore confusione negli già annebbiati riferimenti culturali verso entrambe le discipline. Ad un certo punto in questo libro c’è scritto che basta un triennio del corso di astrologia ed un anno di psicoterapia personale per diventare ‘psicologi astrologi’!!!!!!
Entrando in merito ad alcuni temi trattati ho scelto di prendere in considerazione tre punti: l’uso dei modelli, l’uso delle sub personalità ed l’interpretazione del concetto di puer. Un modello è fatto di segni e/o simboli, dovrebbe essere la proiezione geometrica di un’azione, è con la significanza che si attiva un simbolo, non con l’attribuzione di un significato. La significanza è pura soggettività, non è sufficiente la correttezza logica delle dimostrazioni del neopositivismo cui si rifà l’approccio cognitivo comportamentale utilizzato nel libro in esame.. Husserl che pur conosceva bene Freud, Jung, Adler,.. nella famosa conferenza di Praga del 1935 ‘La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale’ accusa proprio la psicologia di aver smarrito il ‘mondo-della-vita’ (lebenswelt), un regno di ‘evidenze originarie’ che andava recuperato attraverso una totale riduzione fenomenologica o epoché per ritrovare il criterio di realtà, il farsi delle cose dentro il ‘mondo-della-vita’, attraverso appunto la pura soggettività. I modelli sono algoritmi di memi che, senza questo criterio, inficiano l’esatto codice di lettura dei dati esperienziali. Lo spessore del reale è stato parcellizzato nei simboli ma si è smarrita la strada del ritorno, dal segno al reale. Il simbolismo è per sua natura ambiguo, quando la coscienza lineare immatura fa l’investimento si smarrisce, negli estremi non coglie la ‘conjunctio oppositorum’ insita nel simbolo e si deresponsabilizza ancora di più (res=azione, realtà). Le eterne leggi della vita vanno recuperate, il mondo-della-vita o UNO o campo di forze unificato è costituito da principi formali intelligenti e intenzionanti sempre il reale. L’uomo o l’astro nel cielo non possono essere sostituiti da prodotti mentali senza una sana soggettività scientifica che certifica il segno, al massimo è doxa, opinione di un gruppo, non scienza. L’uomo si sta perdendo nei segni mentre la vita, la natura va da un’altra parte. Per quanto riguarda il capitolo sulle sub personalità (Jung definiva ‘ombra’ i processi non integrati) gli autori ne propongono il riconoscimento e l’accettazione in virtù del fatto che sono modelli planetari nel nostro progetto vita, vengono creati addirittura schemi, modelli centrati sull’amore, sulla volontà, sul cambiamento, sulla mistica, ecc… A pag. 201 viene asserito “tutte queste sub personalità hanno un principio archetipico naturale”. Quando Cristo chiese all’indemoniato ‘chi c’è dentro di te’ lui rispose: ‘legioni’, cioè sub-personalità. In psichiatria lo schizofrenico è colui che alberga dentro di sé proprio sub personalità, cioè parti scisse non integrate, disorganizzate e disorganizzanti la presa di coscienza conforme al reale. Ora ben si sa che qualunque feedback interpretativo è sempre un riconoscimento e rinforzo del pattern, cioè si va a convalidare in quanto ‘normale’ una strada che va dalla parte opposta all’Uno, si è giunti ad accreditare come normale una psicopatologia di tipo psicotico! A conferma di ciò viene citato, tra l’altro, a pag. 153 Ouspensky il quale nel libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto riporta gli insegnamenti del suo maestro Gurdjieff. Ma Gurdjieff diceva che l’uomo dorme e, come sosteneva Husserl, deve essere riportato alle leggi della vita, allo svegliarsi dal labirinto dei segni. L’insegnamento basilare delle lezioni del maestro era proprio ‘nell’assenza di unità nell’uomo’, ‘migliaia di attaccamenti di ‘io’ inutili impediscono all’uomo di svegliarsi’. Per Gurdjieff queste parcellizzazioni sono la conseguenza di una alterazione dell’umano, descritta con dovizia di particolari nel libro ‘I racconti di Belzebù a suo nipote’. Insomma per Gurdjieff le sub personalità sono i falsi io, le idee fantastiche sulla sua individualità, volontà, coscienza,ecc… Non lo si può utilizzare nel suo contrario cioè nella modalità che per il fatto che denuncia una patologia allora quest’ultima è normale che ci sia!!! .A pag. 137 sempre del libro di Ouspensky viene sostenuto: ‘secondo la vera conoscenza lo studio dell’uomo deve svolgersi parallelamente allo studio del mondo. Le leggi sono dappertutto le stesse nel mondo come nell’uomo ‘(Legge del Tre e legge dell’Ottava si ritrovano anche in astrologia). Io ritengo che solo queste leggi eterne autorizzino il connubio astrologia-psicologia, la mediazione simbolica se non viene usata al solo scopo linguistico è illegittima. Un’ultima considerazione vorrei farla sul capitolo del “puer e senex”. Il puer viene descritto come un immaturo, un Peter Pan, un modello che ha stretta relazione con i problemi somatici, fino a parlare di ‘paura e disgusto per il regno materiale (pag, 232), ecc… Qui avviene il contrario di quanto è stato fatto nel capitolo delle sub personalità, lì un concetto negativo veniva investito di normalità, qui un archetipo di sapiente sviluppo di autocoscienza viene svilito. Anche qui potrei iniziare con la metafora del Cristo che asserisce che solo il puer, il fanciullo, può entrare nel regno dei cieli, cioè contattare il reale, la vita. In tutte le tradizioni il puer è l’io all’interno dell’intelligenza dell’essere, è l’azione che si autorigenera morendo perennemente nell’atto, epifania dell’essere nell’esistenza. E’ il creativo perenne che sa formalizzare l’essere nell’esistenza. L’uomo è posto per essere creativo nella totalità della visione globale di quanto si è, altrimenti sarà ripetizione, cioè senex (non scomodiamo Saturno per questo). Il senex è il programmato, il ripetitivo, espone il rimosso psicologico sedimentato, senza novità di sviluppo. Andando dal senex al puer (finalismo, entropia positiva, sincronicità, ecc…) l’uomo impara a fare a meno delle sovrastrutture o ‘sub personalità’ per ritrovarsi Uno con l’essere o vita. Il puer è il genio, colui che sa essere io all’interno della genesi, sa cioè formalizzare l’essere nell’esistenza storica, a quel punto la forma o simbolo va insieme al reale . Carl Rogers diceva sempre ‘I fatti sono amici’, i modelli, segni, simboli devono essere utensili della razionalità per intenzionare ed identificare il reale in una corrispondenza biunivoca, se hanno smarrito questa funzione non sono più amici ma sono contro l’umano a rinforzo di una struttura sistemico meccanicistica non vitale e, in quanto ormai fuorvianti, non vanno ulteriormente rinforzati perché purtroppo il modo di credere fa la malattia.
Dott. Filomena Palma
Psicologa indirizzo applicativo
Iscritta all’ Ordine degli Psicologi
Formazione in psicoterapia approccio rogersiano
Iscrizione all'Albo (termine improprio perché è un registro) degli Psicoterapeuti
Bibliografia:
C.G.Jung – Energetica psichica (Boringhieri)
R.Brodie – Il virus della mente (Ecomind)
R.Dawkins – Il gene egoista (Mondadori)
P.D.Ouspensky – Frammenti di un insegnamento sconosciuto (Astrolabio)